Sono stati inaugurati la Cisterna di Santa Marta ed il Bastione del Barbagianni, due spazi storici situati lungo il tratto orientale delle Mura di Pisa, interessati da interventi di restauro e recupero funzionale finanziati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nell’ambito dell’Investimento “Rigenerazione urbana”, per un importo complessivo di 773.430 euro. A queste risorse si sono aggiunti 110mila euro di finanziamenti comunali destinati alla realizzazione degli allestimenti multimediali, dei pannelli informativi e delle altre dotazioni del nuovo Centro di documentazione delle acque all’interno della Cisterna di Santa Marta. I due interventi, inseriti in un unico progetto, hanno consentito di recuperare l’antico serbatoio dell’acquedotto, trasformato in uno spazio espositivo dedicato alla storia dell’acqua e al suo rapporto con la città, e di rendere nuovamente fruibili gli spazi del Bastione del Barbagianni, struttura difensiva del XVI secolo situata nei pressi del complesso di San Silvestro. Il collegamento attraverso il camminamento delle Mura permette di inserire entrambi i luoghi in un percorso di visita che unisce patrimonio storico, cultura e ambiente.
All’inaugurazione erano presenti il sindaco di Pisa Michele Conti, l’assessore con delega ai progetti PNRR Frida Scarpa, l’assessore al Turismo Paolo Pesciatini, il dirigente della Direzione Attuazione e rendicontazione progetti PNRR Fabio Daole, il dirigente della Direzione Turismo Giuseppe Bacciardi, l’architetto Massimo Gasperini che ha curato l’allestimento informativo e multimediale del Centro di documentazione delle acque. Presenti inoltre membri della Giunta, architetti e tecnici comunali che hanno seguito la direzione dei lavori di restauro.
La Cisterna di Santa Marta: un nuovo Centro di documentazione delle acque – Situata sulla sommità delle Mura medievali, nei pressi di piazza delle Gondole, la Cisterna di Santa Marta è un edificio realizzato indicativamente tra il 1924 e il 1925, collegato al sistema dell’acquedotto di Filettole. La struttura comprende un involucro esterno in muratura, con copertura a capanna sostenuta da capriate lignee, che racchiude due vasche in cemento armato originariamente destinate alla raccolta e alla distribuzione dell’acqua. L’intervento ha previsto il restauro e il consolidamento dell’edificio, il recupero della copertura e delle murature, l’apertura di collegamenti tra le due vasche, la realizzazione di nuovi percorsi interni e l’installazione degli impianti tecnologici necessari alla nuova destinazione. Sono stati inoltre eseguiti interventi di consolidamento strutturale e miglioramento sismico, conservando e valorizzando alcuni elementi dell’originario impianto idraulico, tra cui le tubazioni in ghisa. L’ex serbatoio ospita oggi un Centro di documentazione delle acque, dedicato alla storia del rapporto tra Pisa e la risorsa idrica. Il percorso espositivo, particolarmente adatto alle visite da parte delle scuole, utilizza pannelli illustrativi, contenuti audiovisivi e tecnologie multimediali per raccontare l’evoluzione del sistema delle acque del territorio pisano, dagli acquedotti storici fino alle infrastrutture moderne. Particolare attenzione è riservata alla prima sala, caratterizzata da un allestimento immersivo nel quale proiezioni sulle pareti e sul pavimento ricreano la presenza e il movimento dell’acqua all’interno della cisterna, accompagnando il visitatore in un’esperienza visiva e sonora. L’ambiente propone inoltre informazioni sul consumo e sull’utilizzo dell’acqua in Italia e nel mondo, affiancando alla ricostruzione storica una riflessione sull’importanza della risorsa idrica. Gli altri spazi sono dedicati alla documentazione e all’approfondimento dei paesaggi d’acqua e delle opere idrauliche che hanno caratterizzato la storia della città e del territorio. La collocazione dell’edificio riveste un particolare significato storico: proprio in prossimità di piazza delle Gondole terminava l’acquedotto mediceo di Asciano, completato nei primi anni del Seicento sotto Ferdinando I de’ Medici. In quest’area si trovava una precedente cisterna, utilizzata per la raccolta e la sedimentazione delle acque destinate alla distribuzione cittadina. Il nuovo Centro di documentazione recupera quindi la memoria di un luogo che, attraverso epoche e infrastrutture differenti, ha mantenuto uno stretto legame con l’approvvigionamento idrico di Pisa.
Il Bastione del Barbagianni: restaurate le strutture cinquecentesche e valorizzato il patrimonio naturale – Il Bastione del Barbagianni è una struttura militare realizzata a metà del XVI secolo, addossata alle preesistenti Mura medievali nei pressi del complesso di San Silvestro. Articolato su tre livelli, il Bastione è stato interessato da un intervento di recupero che ha riguardato il restauro delle murature, la sistemazione dei percorsi interni, la valorizzazione delle testimonianze archeologiche e la conservazione della vegetazione spontanea sviluppatasi nel corso degli anni. I lavori hanno consentito di recuperare e collegare il livello superiore, alla quota del camminamento delle Mura, con quello intermedio. Sono state realizzate nuove scale e percorsi pedonali, sistemate le pavimentazioni in ghiaia e installati parapetti ed elementi di protezione. Nel corso dei lavori sono state effettuate indagini archeologiche che hanno permesso di individuare e documentare strutture precedentemente non visibili. Tra i ritrovamenti figurano un arco in mattoni, interpretabile come accesso a un ambiente sotterraneo, ulteriori strutture murarie e porzioni dell’antico piano pavimentale del camminamento delle Mura. Alcuni elementi sono stati lasciati a vista, mentre altri sono stati protetti e ricoperti per garantirne la conservazione. Una componente specifica del progetto ha riguardato la tutela della biodiversità. La sistemazione dell’area verde è stata condotta mantenendo gran parte degli alberi e degli arbusti spontanei già presenti, tra cui olmi, allori e ligustri, e limitando la rimozione alla vegetazione infestante. La scelta, condivisa dal Comune di Pisa con il Museo di Storia Naturale di Calci e le associazioni Legambiente Pisa e Lipu, è stata finalizzata a salvaguardare l’equilibrio ambientale sviluppatosi nell’area. Le Mura costituiscono infatti anche un corridoio ecologico utilizzato da diverse specie animali. Le attività di osservazione, condotte anche attraverso fototrappole, hanno documentato la presenza di rettili, piccoli mammiferi e numerose specie di uccelli. All’interno del Bastione sono stati predisposti anche piccoli rifugi realizzati con pietre e materiali inerti, destinati a favorire la presenza di insetti e altri animali. Il percorso di visita è accompagnato da pannelli informativi dedicati alla flora, alla fauna e alle scoperte archeologiche, con codici QR per ulteriori approfondimenti. Il recupero del Bastione consente così di affiancare alla valorizzazione della struttura storica anche quella del patrimonio archeologico e naturalistico, integrandolo nel percorso delle Mura di Pisa.
Modalità di visita – La Cisterna di Santa Marta e il Bastione del Barbagianni sono visitabili attraverso il percorso delle Mura di Pisa. L’accesso a entrambi gli spazi è compreso nel biglietto delle Mura di Pisa, senza costi aggiuntivi, e segue gli stessi orari di apertura del camminamento in quota, salvo la chiusura che avviene un’ora prima della chiusura delle Mura.
«Con questi due interventi restituiamo alla città luoghi che per troppo tempo sono rimasti chiusi e inutilizzati, recuperando due testimonianze importanti della storia di Pisa – dichiara il sindaco Michele Conti –. La nostra città ha un rapporto profondo con l’acqua, che va ben oltre l’Arno e la sua tradizione marinara. Pisa è cresciuta grazie ai suoi fiumi, ai canali, agli acquedotti e a un sistema di infrastrutture che nei secoli ha accompagnato il suo sviluppo urbano ed economico. La Cisterna di Santa Marta racconta proprio questa storia: un edificio che un tempo serviva a raccogliere e distribuire l’acqua e che oggi torna a vivere con una funzione completamente nuova, permettendo ai pisani e ai visitatori di conoscere una parte importante dell’identità cittadina. Altrettanto significativo è il recupero del Bastione del Barbagianni, una fortificazione del Cinquecento che per decenni è rimasta inaccessibile e che oggi restituiamo alla città dopo un intervento che ha recuperato le antiche murature, realizzato nuovi percorsi e reso nuovamente fruibili spazi di grande valore storico e ambientale. Due luoghi diversi, collegati dalle nostre Mura, che oggi tornano a far parte della vita della città. È questo il senso del lavoro che stiamo portando avanti: non limitarci a conservare il nostro patrimonio, ma recuperarlo, renderlo accessibile e restituirgli una funzione. Grazie ai finanziamenti del PNRR trasformiamo edifici e spazi rimasti inutilizzati in luoghi che cittadini e turisti possono finalmente conoscere e frequentare. È un altro risultato concreto che si aggiunge agli interventi già realizzati e che contribuisce a valorizzare il patrimonio storico di Pisa, rendendolo sempre più accessibile e parte integrante della vita cittadina».
«Con la conclusione di questi lavori aggiungiamo un altro importante tassello al percorso di attuazione dei progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – dichiara l’assessore con delega al PNRR Frida Scarpa –. Si tratta di un intervento articolato che ha richiesto un lavoro di progettazione, coordinamento e gestione amministrativa, oltre a una particolare attenzione alle caratteristiche storiche e architettoniche dei due immobili. Grazie alle risorse PNRR abbiamo potuto recuperare l’ex serbatoio dell’acquedotto, consolidandone le strutture e dotandolo degli impianti e degli spazi necessari alla sua nuova funzione, e intervenire sul Bastione del Barbagianni, restaurando le murature, realizzando nuovi collegamenti interni e valorizzando le testimonianze archeologiche e il patrimonio naturale presente. Il valore di questo progetto va però oltre i singoli restauri. I due luoghi sono infatti collegati dal camminamento delle Mura di Pisa, che si arricchisce così di nuovi punti di interesse, rafforzando la propria funzione di percorso storico, culturale e turistico. Cittadini e visitatori possono percorrere Pisa dall’alto, osservare la città da una prospettiva diversa e scoprire altri luoghi recuperati e restituiti alla fruizione pubblica. È un risultato che contribuisce a dare continuità al lavoro di valorizzazione delle Mura e dimostra come i finanziamenti del PNRR possano trasformarsi in interventi concreti e duraturi sul patrimonio cittadino, grazie anche al lavoro di coordinamento e alla collaborazione tra le diverse professionalità coinvolte nella realizzazione del progetto».
«L’inaugurazione di questi due spazi rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di valorizzazione e promozione integrata del patrimonio storico, artistico e culturale della nostra città – dichiara l’assessore al Turismo Paolo Pesciatini –. Pisa accoglie ogni anno milioni di visitatori e il nostro obiettivo è offrire loro occasioni sempre più ampie e diversificate per conoscere la ricchezza del territorio, attraverso itinerari capaci di unire monumenti, storia, cultura e paesaggio. In questo senso, il recupero della Cisterna di Santa Marta e del Bastione del Barbagianni assume un significato particolare, perché consente di arricchire ulteriormente l’esperienza di visita delle Mura, già oggi uno degli elementi più caratteristici e suggestivi dell’offerta culturale cittadina. Il nuovo Centro di documentazione delle acque permetterà di approfondire, anche attraverso strumenti multimediali, un aspetto fondamentale della storia di Pisa, mentre il Bastione offrirà un percorso di visita che unisce il valore delle antiche fortificazioni alla conoscenza del patrimonio archeologico e naturalistico. Sono opportunità rivolte non soltanto ai turisti, ma anche ai cittadini pisani, che potranno riscoprire luoghi e testimonianze della propria città. La possibilità di integrare questi spazi nel percorso delle Mura contribuisce a costruire un sistema di visita sempre più articolato, favorendo una conoscenza più approfondita di Pisa e valorizzando il patrimonio diffuso che ne caratterizza l’identità. Desidero infine ringraziare i tecnici, i progettisti, Mura di Pisa e tutti coloro che, con il proprio lavoro, hanno contribuito al recupero e alla valorizzazione di questi due luoghi, oggi nuovamente restituiti alla fruizione pubblica».